Oggi post polemico.Ieri sera noi Vappa abbiamo suonato al Transilvania Live, qui a Milano. L’abbiamo fatto “in gran segreto”, nel senso che non abbiamo invitato nessuno dei nostri amici, dirottandoli tutti verso la serata di domani, quando suoneremo in un pub di Lainate. Direte voi, “perché”? Mi appresto testé a darvi una risposta.
Ieri sera abbiamo suonato mezz’ora, alle undici e mezza di sera, per le selezioni di “Emergenza Rock”, manifestazione planetaria volta a far fare tanti soldi ai suoi organizzato… Ahem, volevo dire, volta a promuovere band emergenti. E come le promuoviamo, queste band emergenti? Semplice, gli chiediamo settanta euro per iscriversi (70, sette biglietti da dieci, ci terrei a sottolineare la cosa), dopodiché organizziamo una serie di concerti in un paio locali milanesi, di quelli che se ci suoni dopo puoi andare in giro a fare il figo (tipo il Transilvania, appunto, ma le selezioni del turno successivo si fanno nientepopodimenoche al Rolling Stone, wow, fico, non sto più nella pelle, devo partecipare a tutti i costi), in cui ’sti gruppi, sette per sera, si esibiscono per mezz’ora a testa davanti a un pubblico che poi (occhio che arriva la battuta) li VOTA. Esatto, siore e siori, il PUBBLICO li vota. Non esiste giuria. Ci sono semplicemente una massa di simpatici omini festanti che alla fine dell’esibizione, approfittando delle meraviglie tecnologiche che la nostra illuminata epoca ci offre, esprimono la propria preferenza per ALZATA DI MANO. Grande.
Ora, al di là della grezzezza (grezzitudine, grezzità, grezzeria, come cacchio si dice?) della cosa, anche per un lobotomizzato è facile intuire l’inghippo: come si fa a passare la selezione e a raggiungere la mitica serata al Rolling Stone, che ti permetterà di sboroneggiare in secula seculorum con i tuoi amichetti anche se fai parte di un gruppetto di incapaci che strimpella quattro cover dei Litfiba? Semplice: contatti una trentina di amici fidati, magari di quelli che il giovedì mattina non lavorano, magari di quelli che i tredici euro di ingresso senza consumazione li paga papà, e gli chiedi di fare un giro al Transilvania di mercoledì sera per ascoltare le tue allegre cover dei Litfiba, pregandoli se possibile di alzare la manina alla fine dell’esibizione. Astuto.
Cambiando punto di vista, non c’è che dire: questi organizzatori sono delle vere faine. Non solo fanno pagare settanta euri a gruppo (ecco l’ultima frontiera! Pagare la gente per suonare è sorpassato! Anche suonare per la gloria e un tozzo di pane è sorpassato! Ora sono i GRUPPI che pagano per suonare, e non c’è nemmeno la birra inclusa! Evvai!), ma fanno anche in modo che i simpatici gonzi si portino dietro una trentina di imbecilli disposti a sborsare tredici euri a cranio, senza nemmeno mezza consumazione inclusa. Meraviglioso. C’è un che di diabolico in tutto questo. Vedo il signor Emergenza Rock in pole position per diventare il prossimo presidente del consiglio.
In sostanza, ecco la risposta: non avevamo una gran voglia di utilizzare i nostri amici per arricchire il signor Emergenza Rock. Sapevamo che non saremmo passati, ma ci siamo andati lo stesso, per sfizio, per divertirci un po’ in questo periodo in cui per suonare fuori bisogna raccomandarsi alla Madonna. E anche, in un eccesso di autostima, per provare un po’ di sani complessi di superiorità nei confronti degli altri gruppi presenti. L’anno scorso i vincitori di ’sto concorso ci hanno fatto da supporter, in una festa di paese in cui noi eravamo l’”evento” della serata. E ieri sera tutti i gruppi che hanno suonato prima di noi, nessuno escluso, ci hanno votato come miglior band della serata. Questo forse ci permetterà di essere ripescati, nonostante si sia arrivati quarti con i nostri miseri venti voti, presi da gente che ci ha apprezzati davvero, non conoscendoci, contrapposti ai quaranta di chi invece si è portato gli amici da casa.
E’ una magra soddisfazione. Sapere che sei comunque una delle migliori band sulla piazza, e che gli altri gruppi lo sanno, tanto da venirti a dire, alla fine del concerto “ditelo, che siete venuti qui per farci fare brutta figura”. E’ una magra soddisfazione perché alla fine non serve a niente.
Domani, forse, il locale lo riempiremo anche noi con i nostri amici. E anche domani arricchiremo un fastidioso gestore che probabilmente preferirebbe suonassimo cover di Ligabue. Ma almeno suoneremo la nostra musica in santa pace, senza dovercene andare dopo venti minuti, e senza prendere per il culo nessuno.
Umilmente, buon pomeriggio a tutti.
