
…cuoredistagno, burattino! quando diventerai un bimbo come noi? (cit.)
Cominciamo col dire che trovare l’immagine qui sopra mi è costato non poco in termini di autostima e dignità. Provate voi (dove per “voi” intendo uomini sui trenta, magari barbuti) a digitare “Justin Timberlake” nella ricerca immagini di Google, e vedete cosa salta fuori. Per rimediare questa stupidissima foto del soggetto in questione ho dovuto dribblare cascate di addominali e sguardi languidi, con l’onnipresente rischio di venire sorpreso da qualche collega con l’occhio lungo che inevitabilmente si sarebbe posto domande sconvenienti sulle mie nuove tendenze “creative”… E vogliamo parlare del fatto che il mio blog nuovo nuovo sarà indelebilmente segnato dall’essere stato inaugurato con una foto di Giustino LagoDiLegno? Anni e anni di credibilità gettati al vento per pochi pixel…
Ebbene sì, ho visto quest’uomo dal vivo. Venerdì scorso. Segue inevitabile schiera di giustificazioni per l’orrendo misfatto:
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(economica – pitocca) Avevo i biglietti gratis (e questa volta il pony me li ha consegnati in tempo). Vabbè il masochismo, ma pagare per Justin Timberlake era davvero, davvero troppo;
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(filosofica – musicofila) Per apprezzare il meglio, si sa, bisogna conoscere il peggio;
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(affettiva – caritatevole) Ci dovevo portare mia sorella, la mia povera piccola sorellina di diciassette anni, fisicamente ipertrofica (è alta un metro e ottanta) ma psicologicamente vittima inerme e inconsapevole dell’ormone impazzito, per la quale il Giustino è ancora la crema della musica mondiale (non averle ancora fatto un adeguato lavaggio del cervello è un crimine che non mi perdonerò mai, cacchio, io a 17 anni ascoltavo i Dire Straits…), tanto che ora se la tira a mostro con tutti i suoi compagni di scuola;
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(opportunistica – spot Mastercard) Due biglietti per uno skybox al forum, con visuale stupenda, bibite gratis, ineguagliabile opportunità di buttare le patatine (gentilmente offerte dallo sponsor) in testa alle ragazzine urlanti tre metri più in basso e, summa di tutto questo, sottile soddisfazione nel sapere che chi sta sotto di te ha pagato, per quell’insulso spettacolo, cifre dai 40 ai quattrocentoventicinque (avete letto bene, 425) euro mentre tu hai dovuto fare una telefonata (vabbè, diciamo tre o quattro) non si possono rifiutare…
Ma tanto che parlo a fare? Qualsivoglia premessa punto servirà a lavare l’onta che implacabile insozza la mia reputazione. Di conseguenza, passiamo testé alla fredda cronaca.
Sorvolerò sulla parentesi pomeridiana, con mia sorella che si è fatta accompagnare qui alla Cattedrale di Santa Rustichella e ha passato tre ore cercando ripetutamente di crackare la password del pc della mia collega in malattia per usare internet a scrocco, facendosi nel frattempo foto da sola seduta alla mia scrivania, il tutto circondata da frotte di mie colleghe chiacchieranti che tentavano (invano, spero) di estorcerle dettagli imbarazzanti sulla mia vita privata, e passerò direttamente al concerto.
Siamo arrivati al forum leggermente in anticipo, in tempo per vedere la fine della memorabile (si sente il sarcasmo?) esibizione del gruppo di supporto. Ebbene sì, anche Justin Timberlake ha un “gruppo di supporto”, perfettamente in target: tanto per fare un parallelismo, i Pearl Jam avevano i Killers, il signor LagoDiLegno aveva la signorina Natasha Bedingfield, che i non-teenagers come me hanno riconosciuto solo all’ultima canzone, nota ai più come “quella dello spot dello shampoo”, non ricordo nemmeno quale.
(Altre foto del fantastico evento)
Due note sul palco, ma che dico il palco, il prodigio dell’ingegneria che vedete qui sopra: il disco volante/quadrifoglio/gigantesco aggeggio vagamente simile al simbolo dell’artista un tempo noto come Prince era piazzato in mezzo all’arena, e non in fondo come per i comuni mortali, e da parte a parte aveva una lunghezza di almeno una cinquantina di metri. Inoltre, intorno ai due lati “tondi” erano posizionate una serie di persone comodamente (è un eufemismo) appollaiate ad alcuni sgabelli da bar, con la bella faccia giusto giusto all’altezza delle tibie del signor LagoDiLegno. Eccoli lì, i gonzi, che per questo incredibile privilegio avevano sborsato la vergognosa cifra di cui sopra. Come dire che per un terzo del mio stipendio avrei finalmente scoperto di che marca sono le scarpe di Justin Timberlake, e se usa o meno il divor odor. Wow, vuoi mettere?
Parentesi cinica: nella pausa fra l’avvenente corista mancata e la venuta del Biondo, mentre gustavo il mio cocktail a scrocco, mi sono vanamente beato della visione di un forum semivuoto, rimuginando fra me e me che in fondo, se la costosissima unica data italiana dell’idiota andava mezza deserta, al mondo c’era ancora una giustizia. Ovviamente mi sbagliavo. Nemmeno il tempo di illustrare a mia sorella quanto era dannatamente pieno il forum quando sono venuto a vedere i Pearl Jam lo scorso settembre, che la popolazione adolescente di mezza Italia ha raggiunto Assago. La cosa ha subitamente provocato due effetti collaterali: primo, mia profonda depressione dovuta al fatto che l’uomo di Scarlett Johansson (altra profonda manifestazione di quanto il mondo sia ingiusto) tira su la stessa gente dei Pearl Jam; secondo, la tonalità del casino presente in loco si è immediatamente spostata in alto di due ottave. I vostri timpani non sono veri timpani se non hanno sopportato l’urlo simultaneo di dodicimila sedicenni in delirio, fidatevi.
Insomma, la catastrofe sembrava imminente ed inevitabile. Ero già psicologicamente pronto ad una serata di noia mortale e terrificanti commenti da reprimere per non contrariare la giovane consanguinea… E invece no. Tanto per cominciare si sono presentati i musicisti: eh già, sul palco con Justin Timberlake c’erano dei musicisti. Già questo è stata una grossa scoperta; io mi aspettavo di vedere una dozzina di imbecilli ballare su qualche base, nel mezzo di effetti pirotecnici e minchiate varie, e se sulla seconda e sulla terza parte non ci sono poi andato lontano (gli imbecilli e gli effetti pirotecnici), sulla prima decisamente sì. Sul palco c’era un gruppo in piena regola, che per “scaldarsi” prima dell’inizio ha tirato fuori una decina di battute di funk tiratissimo, dislocando la mia mascella e dandomi, di colpo, tutta una nuova visione della serata… Poi, vabbè, è apparso lui.
Uscendo da un allegro buco nel pavimento della meraviglia architettonica il signor sexyculo è arrivato sul palco, circondato da quattro coristi e dai suddetti imbecilli, e ha cominciato lo show. La musica, mi spiace, era davvero raccapricciante. Voglio dire, non metto in dubbio che a qualcuno quel simpatico R&B all’acqua di rose possa piacere, io lo trovo terrificante e stentavo a distinguere un pezzo dal successivo, ma lo show, beh, lo show… Giustino (unico bianco sul palco, a parte forse un paio di ballerini, dettaglio piccolo ma significativo) ballava, cantava, faceva un po’ il podista correndo da una parte all’altra dell’incredibile ghirigoro pianeggiante, il tutto in mezzo ad un casino di pazzi: si muoveva tutto, pezzi di palco che salivano e scendevano, gente che entrava e usciva da imperscrutabili pertugi, “tende” con immagini proiettate che saltavano fuori dal soffitto nei momenti meno opportuni, luci a strafottere, insomma ogni possibile effetto speciale, che a volerla vedere in maniera strettamente cinica sortiva magnificamente l’effetto di distrarre gli astanti dalla terrificante qualità dell’audio. Però, cacchio, non era male.
Ma la vera, clamorosa rivelazione, è venuta dopo: Giustino suona! Una chitarra bianca spuntata fuori da non si sa bene quale dimensione parallela ad un certo punto gli si è materializzata in mano, e il ragazzino (in elegante abito gessato) ha attaccato a strimpellare. E mentre cercavo affannosamente di capire, in mezzo a cotanta opulenza di effetti e giravolte, se e quanto il tutto fosse in playback, dal sorprendente foro delle meraviglie posto in mezzo all’improbabile struttura scenica è saltato fuori un pianoforte, e il LagoDiLegno si è seduto e ha attaccato a suonare pure quello. Suona pure il piano, Giustino! E pure il minimoog, da giovane erede del mai dimenticato Sandy Marton. Per il prossimo tour attendo l’arpa celtica e il putipù.
Insomma, facendo il conto: Justin Timberlake canta, e nemmeno così male, balla, e nemmeno così male, e suona pure. Non è Keith Emerson e nemmeno Baryshnikov, non è Tommy Emmanuel né tantomeno Freddie Mercury (che si starà rivoltando nella tomba per il solo fatto di essere stato nominato in un post che parla di Justin Timberlake), strumentalmente fa giusto il minimo indispensabile, però, insomma, se la cava. Se le sue canzoni non facessero così schifo…
E intrattiene anche il pubblico! In un concerto che mi aspettavo programmato al millimetro (e che in effetti è programmato al millimetro, entrate, uscite, movimenti del palco, coreografie mi sanno di provate centinaia di volte) riesce anche a ficcarci due o tre pause prettamente “discorsive”, in cui con suprema originalità di argomenti decanta la bontà della cucina italiana e la bellezza delle donne italiane (mancavano solo la mafia e il mandolino, ma vabbè, non si può avere tutto), il tutto con piglio da consumato showman, manco fosse Spr… Ahem, lasciamo stare. Certo, il fatto che il pubblico fosse composto per il novanta per cento da ragazzine in preda all’ormone pronte a gridare al miracolo per un semplice rutto aiutava, però…
Rimangono, implacabili, il cinismo e il sospetto: il dubbio sul playback è sempre in agguato, non sarebbe né la prima né l’ultima volta, e il passato da boyband dell’ex signor Diaz (sempre a proposito della giustizia divina) non aiuta a fugare i dubbi. Il doppio ear monitor del nostro, inoltre, suscita tremendi sospetti di “Ambriana” memoria, sulla presenza di una qualche regia occulta che suggerisce al buon sexyculo cosa fare, come farlo e quando farlo. Ma, in ogni caso, c’è da dire che il ragazzino, finto o non finto, sembrava molto naturale. Sarà che ’sta roba la fa da quando aveva dodici anni. Sarà che in fondo nella vita non ha altro da fare. Sarà che forse mi sono fatto trascinare dall’entusiasmo di mia sorella, che era in visibilio, si agitava, urlava e fotografava qualsiasi cosa, ma, beh, mi è quasi piaciuto.
Ho detto quasi, eh.
12 Giugno 2007, Martedì alle 22:48
Io continuo a ritenere che What Goes Around… Comes Around, soprattutto grazie al merito di quel genio di Timbaland, sia un mezzo capolavoro…
13 Giugno 2007, Mercoledì alle 1:08
Ti darei ragione (o torto) se conoscessi la canzone in questione, ma purtroppo le uniche canzoni di JT che distinguo sono… Una: sexyback, che venerdì scorso ha fatto come penultima, slacciandosi la camicia nel tripudio generale. Le altre, ahimé, mi sembrano tutte uguali, sarà un mio limite.
Su Timbaland, che per inciso ha fatto la sua bella comparsata nella pausa a metà del concerto del Biondo, esibendosi per mezz’ora insieme ad un dj mentre passavano i video dei suoi artisti, una specie di megaspottone di dubbio gusto, non sono d’accordo con te. Voglio dire, non lo ritengo propriamente un “genio”, se non in senso puramente commerciale. Snocciolando i nomi degli artisti che produce vengo colto da profondo e irrefrenabile disgusto, dovuto senza dubbio alla mia insofferenza verso il genere, e sapere che dietro questa mega ondata di “arenbì” c’è lui me lo fa detestare con tutto il cuore.
Non metto in dubbio che per chi apprezza il genere i suoi lavori siano prodotti di tutto rispetto, ma dal mio umile punto di vista rockettaro, davvero, lo ritengo profondamente dannoso. Chiedo scusa, è più forte di me.
13 Giugno 2007, Mercoledì alle 1:48
Io mi sono fermato a Dire Straits, ho messo su Money For Nothing e mi son messo a sogghignare mentre ti leggevo. :asd:
Poi, giusto a chiosa, Mellencamp, giusto perché me l’hai fatto conoscere tu.
Infine, il rammarico per quella bomba che non ho sganciato sul forum solo perché c’eri tu (e ora il blog ti viene monitorato perché ho scritto bomba). Un po’ come le universitrie nude di Simbul.
13 Giugno 2007, Mercoledì alle 2:37
Bomba? Sul forum? Eh? (cacchio, ho scritto di nuovo “bomba”, mi sa che ormai ho l’fbi sul pianerottolo… Opporc, l’ho scritto di nuovo!)
A proposito, cosa sono le “universitrie”? Roditori istruiti?
13 Giugno 2007, Mercoledì alle 10:19
Oddio foll, hai sbagliato la keyword… adesso sono curioso di vedere cosa mi tira fuori Google Analytics
Su Timberland non saprei cosa dire, se non che questo post dimostra quanto – se scritta da Abi – anche la telecronaca di una corsa di lumache potrebbe diventare interessante da leggere
13 Giugno 2007, Mercoledì alle 13:35
E’ una questione di generi. A me piacciono quei beat simil-elettronici di cui Timbaland (ed il suo amico Pharrell) sono dei mezzi maestri. Ritengo che, a livello di pop, gli album del Biondo e di Nelly Furtado, entrambi costruiti da cima a fondo dal personaggio in questione, nel loro genere, siano i migliori del 2006. Poi è chiaro, se non piacciono quei suoni, c’è poco da fare. Ovviamente non ci penserei mai a dire che siano dei capolavori, sia ben chiaro (visto che ritengo che i capolavori, sia in questo genere che altrove, sono ben altri), ma non fanno nemmeno così schifo.
14 Giugno 2007, Giovedì alle 21:02
cacchio, dopo questo post quasi (ho detto quasi, eh) mi pento di essermi rifiutata di andare ad un concerto aggratis del Giustino LagoDiLegno quel paio di anni fa quando l’avevo incontrato.
però se penso che come supporter c’erano i Black Eyed Peas mi riconvinco che ho fatto bene a starmene a casa. molto meglio la tua Natashampoo, anche se fino a 5 minuti fa non sapevo chi fosse
24 Giugno 2007, Domenica alle 22:55
non ti conosco non so chi sei. Ma justine timberlake è un bravo cantante. io amo tutta la musica ascolto di tutto(tranne la musica napoletana, che non c’è motivo) . Justine è bravo ha una voce particolare la musica orecchiabile e un bravo ballerino e scrive i suoi pezzi e anche la musica aiutato da noi davvero davvero importanti e per l’ultimo è molto bello, cosa che come sappiamo oggi è il biglietto da visita. detto questo ti saluto s enon ti piac eilg ener enon potrai mai apprezzare.
19 Luglio 2007, Giovedì alle 8:37
Come puoi immaginare, anche io come te non avrei mai pensato un giorno di poter trovare del bello in un “artista” come Giustino, ma qui voglio annotare il link galeotto che ha reso Giustino il mio cantante preferito.
So che perdonerai questa mia caduta di stile.
http://www.youtube.com/watch?v=1dmVU08zVpA&mode=related&search=
baci
27 Luglio 2007, Venerdì alle 21:07
Premetto ke nn so ki sei.
Ma devi essere un vero ignorante per non sapere ke Justin è un vero artista. Sa suonare tanti strumenti, balla da vero professionista, le sue canzoni sono travolgenti ed affascinanti. Ma questi son gusti.
Quello che non sopportiamo (parlo in plurale perchè sono portavoce del justin timberlake italia forum)è che tu stai giudicando justin senza conoscere la sua musica, la sua vita, il suo talento.
Molte di noi avrebbero dato l’anima per avere i biglietti del concerto gratis, e non hanno potuto, perchè sono andati in mano a gente come TE.
Quindi, non fare il saccente credendo di essere chissà chi, non disprezzare la fortuna che hai avutoe non insinuare cose tipo: “playback”.
Riguardati i video del concerto e vedi un pò se non si chiama TALENTO quello che avevi davnti agli occhi. Hai pure parlato di ragazze con gli ormoni impazziti, vè? Beh, sappi che quel concerto le ha fatte piangere, ridere, ballare, cantare… emozionare. Quel concerto è rimasto e rimarrà per sempre nei loro cuori. Quelle ragazze, che invece, non ci sono andate hanno pianto, solo pianto… e poi sognato con i racconti delle loro amiche, dei loro fan club. Non sai cosa avrebbero fatto per riuscire ad essere lì, come te. Non troviamo affatto opportuno il tuo sminuire questo evento e prendere in giro un grande artista ed ungrande spettacolo, sopprimendo ad ogni tua ridicola frase tutte quelle persone più sfortunate di te. Potrà pure non piacerti Justin, ma ciò che scritto oltrepassa tutti i limiti di sopportazione. Passa da noi… vorremmo farti un salutino…
JUSTIN TIMBERLAKE ITALIA.
Hai il coraggio?
6 Agosto 2007, Lunedì alle 11:47
Il “coraggio”, se vuoi, ce l’ho. Peccato che tu non mi abbia lasciato nessun url per contattarvi, e che “Justin Timberlake Italia”, inserito su Google, mi rimandi ad almeno tre forum diversi, su nessuno dei quali ho rinvenuto il tuo nick. Di conseguenza, se per te va bene, comincio a risponderti qui.
Innanzitutto ho l’impressione che tu non abbia capito il senso del mio post: ti sei persa nelle mie “ridicole frasi” e nel mio essere “saccente” (da parte mia ho soltanto cercato di essere ironico, ma è evidente che non hai apprezzato questo aspetto, che eliminerò quindi del tutto in questo reply) e non hai colto il messaggio di fondo: a me il concerto di Justin Timberlake è piaciuto. Contro ogni previsione. E mi sembra di aver chiaramente riconosciuto, pur scherzandoci un po’ su, il talento del personaggio, che è effettivamente un buon cantante, un buon ballerino e un ottimo intrattenitore, che mi ha sorpreso e a tratti persino entusiasmato. E ammetterai che la cosa, detta da un trentenne che abitualmente ascolta tutt’altra musica e va a tutt’altro tipo di concerti, non è assolutamente poco.
Fatta questa necessaria premessa, mi perdonerai se non mi sono messo a piangere durante il concerto: non sono un fan di Justin Timberlake, dubito che mai lo diventerò, e il fatto che io fossi l’unico uomo sui trenta nel raggio di qualche centinaio di metri mi suggerisce che forse la cosa non è del tutto casuale. D’altra parte, però, ero forse uno dei pochi presenti a poter analizzare l’evento da un punto di vista “neutrale”, se non addirittura prevenuto. E dal mio punto di vista prevenuto, oltre ogni mio pregiudizio, ho finito per apprezzare lo spettacolo, la qualità dei musicisti (non della musica, ma come hai detto tu sono gusti) e dei ballerini e le indiscusse capacità di showman del Biondo.
Se poi non ti sta bene la mia ironia, mi spiace, non ci posso fare nulla. E’ vero, non ho idea di chi sia Justin Timberlake, non ho letto la sua biografia e a dirla tutta quando passa un suo pezzo per radio cambio stazione, ma questo non mi priva della facoltà di giudicare un suo spettacolo. Senza pretese di assolutezza o particolare competenza, senza “credermi chissà chi”, solo da semplice spettatore. E se ho voglia di scherzarci un po’ su, perché il contesto era per me oggettivamente insolito, perché mi sono trovato in situazioni che ho trovato divertenti o semplicemente perché ne ho voglia, credo di averne tutto il diritto.
Justin Timberlake, esattamente come i miei artisti preferiti, è un cantante, non il custode della verità. E, in quanto tale, può e deve essere messo in discussione. Voi siete il suo fan club, ed è giusto che lo difendiate, ma dovreste forse rendervi conto che al mondo esistono anche persone che la pensano diversamente, che ascoltano cose diverse, che possono trovare la sua musica meno gradevole e certe forme di idolatria nei suoi confronti quantomeno “colorite”, senza per questo meritarsi di essere etichettate come “ignoranti”.
Io non ho “sminuito” l’evento, né mi sembra di aver disprezzato l’opportunità che ho avuto di assistervi gratis. Ho soltanto cercato di raccontarlo a modo mio. Se per voi non va bene, non c’è problema: la rete è piena di fansite su Justin Timberlake, e questo non è uno di loro.
21 Agosto 2007, Martedì alle 9:19
sempre un grande^^
ho cercato un contatto, una mail ma non ho trovato nulla come faccio a mandarti un file word? c’è una cosa che volevo farti leggere!
21 Agosto 2007, Martedì alle 9:29
doh, ho dimenticato di mettere il mio contatto per la risposta
se sei curioso e ti fidi scrivimi a loki1986@libero.it XD