il questionario.

By Abi

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Cominciamo col dire che Marcel Proust, per chi come me ha fatto le superiori in francese, è una sorta di incubo ancestrale né più né meno di quanto per il liceale italiano medio lo è Dante, Manzoni o Leopardi. La Ricerca del Tempo Perduto, questa opera che tutti magnificano come capolavoro della letteratura europea, è stata per me soltanto una colossale palla da smazzarmi negli ultimi due anni di scuola, con il risultato che ancora oggi il solo pensiero di avere a che fare con il tipo qui sopra mi provoca nausee istantanee. Il tutto sempre nell’ambito del “facciamo sì che la scuola faccia amare la letteratura ai ragazzi”. Vabbè.

Detto questo, quando qualche giorno fa ho trovato il “questionario di Proust” sul blog di Bill, ho pensato subito di farlo anche io e di piazzarlo qui, perché pur non essendo un grandissimo appassionato di questo genere di cose in fondo sarei disposto a tutto pur di far sparire il post su Justin Timberlake dalla cima della pagina… Subito dopo, però, ho cominciato a pormi qualche dubbio: perché il “questionario di Proust”? Voglio dire, alcune domande suonavano un tantino sospette: che c’entra Proust con lo sport? E con i registi cinematografici?

Basta poco per scatenare la mia detestabile pignoleria. Ed è così che mi sono messo a curiosare un po’ sul web, fino a giungere su marcelproust.it, sito italiano dedicato all’opera del grande scrittore e grande infestatore dei miei pomeriggi di inizio anni ‘90. Oltre alle inevitabili note biografiche e bibliografiche e a tutte le varie ed eventuali del caso, nella sezione “Marcel Proust par lui même” il sito riporta appunto il famoso questionario (che leggo essere stato proposto a Proust, in giovinezza, da una sua amica), in due versioni diverse, compilate rispettivamente a 14 e 20 anni circa. Da qui ho evinto che la versione di Bill ne è evidentemente una rilettura rivista ed aggiornata, con domande più attuali e magari anche più interessanti. Ma visto che io sono odioso e schifosamente pignolo, risponderò alla versione originale…

Il tratto principale del mio carattere
Bisognerebbe chiederlo a qualcun altro.

La qualità che desidero in un uomo
La sincerità.

La qualità che preferisco in una donna
La dolcezza e l’imprevedibilità.

Quel che apprezzo di più nei miei amici
Ancora una volta, la sincerità.

Il mio principale difetto
La pigrizia.

La mia occupazione preferita
Stare su un palco, con un microfono in mano, il pubblico davanti e il mio gruppo intorno.

Il mio sogno di felicità
Vivere suonando, ogni giorno una città diversa e un pubblico diverso.

Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia
Rimanere solo.

Quel che vorrei essere
Me stesso, dieci anni fa, con la testa di oggi.

Il paese dove vorrei vivere
Tutti, indiscriminatamente, a patto di non restarci più di un tot.

Il colore che preferisco
Citando Proust, “la bellezza non è nei colori ma nella loro armonia“. Dovendo scegliere, l’arancione.

Il fiore che amo
Diciamo la margherita, ma difficilmente distinguo un baobab da un’orchidea, il che rende il mio parere decisamente ininfluente.

L’uccello che preferisco
Il dodo? No, beh, dai, probabilmente il falco.

I miei autori preferiti in prosa
Hornby, Benni, Tolkien, da qualche tempo Ammaniti.

I miei poeti preferiti
Bob Dylan.

I miei eroi nella finzione
Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, Sam Gamgee, Neil Perry (dall’Attimo Fuggente), Forrest Gump.

Le mie eroine preferite nella finzione
Aeris Gainsborough, Amélie Poulain, Oscar François de Jarjayes, Beatrix Kiddo (la Sposa), un po’ anche Hermione Granger. Ma ne avrei tante altre (e altri), che tanto per cambiare ora non mi vengono in mente.

I miei compositori preferiti
Berlioz, Ravel… E Wagner. Ma non sono propriamente un esperto di musica classica.

I miei pittori preferiti
Per quel poco che ne capisco Caravaggio. E beh, dai, da qualche tempo anche Paul Klee.

I miei eroi nella vita reale.
Chi non si perde d’animo.

Le mie eroine nella storia.
Madre Teresa.

I miei nomi preferiti
Nadia, Sebastiano, Niccolò. Ma anche Diego.

Quel che detesto più di tutto
L’ipocrisia, il vanto dell’ignoranza.

I personaggi storici che disprezzo di più.
Troppi, e nel contempo nessuno. I dittatori sanguinari. Gli inquisitori. Tutti coloro che hanno soffocato la cultura e la libertà degli uomini in nome del proprio potere.

L’impresa militare che ammiro di più.
Senza voler essere un pacifista a tutti i costi, mi risulta veramente difficile provare una sincera ammirazione per qualsivoglia impresa militare. Rispetto l’ingegno tattico, posso apprezzare la sottigliezza strategica, ma alla fine si tratta sempre di persone che si ammazzano tra loro, cosa che sinceramente trovo ben poco ammirevole.

La riforma che apprezzo di più.
Vivo in Italia, le ultime riforme degne di questo nome risalgono probabilmente a prima della mia nascita.

Il dono di natura che vorrei avere
Una forma fisica decente.

Come vorrei morire
Felice.

Stato attuale del mio animo
Inquieto, e vagamente nostalgico.

Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza
I ritardi. Essendo un ritardatario cronico, se così non fosse dovrei schiaffeggiarmi sonoramente tutte le mattine.

Il mio motto
Non ne ho uno, renderebbe tutto troppo semplice.

…E visto che oltre che pignolo sono pure prolisso, aggiungo le domande “in più” che c’erano nella versione di Bill:

Qual è per te il colmo della miseria?
Non avere alternative.

Qual è il personaggio storico che più ammiri?
Probabilmente Gandhi.

Saresti mai capace di uccidere?
Non credo. Ma chissà.

Quali sport pratichi?
In questo momento assolutamente nulla, se non con un joypad in mano. Ho giocato per anni a basket e a pallavolo, e me la cavo piuttosto bene sugli sci. Ma ora come ora sono l’emblema della sedentarietà.

Quali sono i tuoi musicisti preferiti?
Bruce Springsteen e la E Street Band.

Che cosa ti colpisce per primo in una donna?
Fisicamente? Gli occhi. E altre due cose un po’ più in basso.

Quali sono i registi cinematografici che più apprezzi?
I fratelli Coen, Tarantino, Tornatore.

Qual è la cosa che ti riesce meglio fare?
Mah, probabilmente dormire.

A cosa dai meno importanza?
Alle prime impressioni.

Quali per te sono i brani musicali più belli di tutti i tempi?
La lista è infinita. I primi che mi passano per la testa: Jason Reed – Cowboy in the rain, R.E.M. – Nightswimming, Alphaville – Forever young, U2 – Where the streets have no name, Bruce Springsteen – Thunder Road, Pink Floyd – Comfortably Numb.

Credi alla sopravvivenza dell’anima?
Tutto sommato sì. Ma per il momento non intendo controllare di persona.

Credi in Dio?
Tutto sommato sì. Ma nutro una profonda diffidenza nei confronti dei suoi “rappresentanti ufficiali”.

Che cosa più di ogni altra ti rincresce fare?
Svegliarmi la mattina…

Bene, Giustino è sceso di una posizione. Missione compiuta.

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