conosci le tue vittime.

By Abi

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Anche oggi l’estate fa capolino nel paradiso impiegatizio che i più chiamano Milanofiori. Timidamente, s’intende, e rigorosamente sottovetro. Fuori dalla finestra, oltre la cartina che Mimmo ha appeso per ripararsi dal sole che ogni pomeriggio trasforma quest’angolo di palazzo in una succursale di Trinidad e Tobago, la tangenziale perpetua la sua imperturbabile ripetitività, deturpando uno sfondo che farebbe invidia a qualsiasi pubblicità del Mulino Bianco.

E’ una beffarda metafora che ogni mattina mi saluta fuori da questa finestra. Campagna a perdita d’occhio, campi di grano e balle di fieno, cielo azzurro, un vero paradiso. Ma prima, subito prima, a ricordarti senza posa che il campo di grano e il cielo te li devi sudare, che prima il dovere e poi il piacere, che sei solo un ingranaggio nell’eterna macchina produttiva dell’umanità, ci sono loro, le sei corsie d’asfalto sulle quali quotidianamente sfreccia, imperterrito, il tuo target di riferimento. Già, perché noi, qui alla cattedrale di Santa Rustichella, lavoriamo per loro. Ogni nostro sforzo, ogni minuto del nostro tempo, ogni idea brillante, ogni salva con nome, ogni sbuffo del condizionatore (che non funziona) è dedicato a loro: all’autotrasportatore assonnato, all’impiegato incazzato, al turista esasperato, a tutti coloro che ogni giorno, senza soluzione di continuità, provvedono a scavare il solco nel possente bitume di questa tangenziale e di tutte le autostrade del pianeta.

Mi sono chiesto molte volte se e quanto la localizzazione di questo palazzo sia frutto di una coerente scelta manageriale, o piuttosto di un’allettante occasione immobiliare. Voglio dire, pensandoci bene è un po’ l’uovo di Colombo: al direttore marketing basta voltare la testa in direzione della finestra per scorgere subitamente lo sguardo del camionista in preda ai crampi della fame, del pony express con la gola riarsa, del motociclista in preda al calo di zuccheri, e individuare all’istante quale prodotto possa soddisfare al meglio la loro brama (per poi , ovviamente, riversare le sue percezioni in un’email inviata al sottoscritto). E il direttore generale, poche decine di metri più in là ma sullo stesso lato del palazzo (facendo mente locale, mi rendo conto solo ora che gli uffici di quasi tutti gli alti dirigenti hanno almeno una finestra che dà sulla tangenziale, mi chiedo se siano anche dotati di binocolo brandizzato d’ordinanza), riesce immediatamente a carpire, dallo sguardo del pendolare afflitto, se e quanto il cappuccino consumato tre chilometri prima sia stato efficace nel placarne il male da lunedì mattina. Diabolico.

Siamo scaltri, qui nel santuario del Camogli.

3 Risposte a “conosci le tue vittime.”

  1. Franci Dice:

    Mea culpa Abi!!! Ma stamattina ho recuperato i tuoi ultimi tre post e ho aggiornato pure l’indirizzo del tuo sito.
    Che dire? Mi devo ancora riprendere dalle tue scorribande con Giustino Lago di Legno :asd:

  2. palka Dice:

    ma ciao! grazie per il commento… ma sai che me l’avevan già detta sta cosa del gioca jouer???? LOL :D

  3. pane. « Humblewords 2.1 Dice:

    [...] interessante proviene dall’esterno. La definitiva conferma è arrivata quando anche i campi a perdita d’occhio che vedevo dalla finestra del mio precedente ufficio sono stati invasi dalle montagne di fango trasportate dai tir provenienti dai lavori per la [...]

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