
Io
Voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato
Che è spericolata.
Perché non posso fare l’impiegato al catasto? Alzarmi tutte le mattine, mettermi sempre la stessa camicia azzurra, sedermi alla scrivania e controllare milioni di pratiche tutte uguali, dalle otto alle cinque, per poi tornare a casa, mangiare un piatto di pastina e addormentarmi guardando Carlo Conti? Lo so, è un po’ la mia rappresentazione dell’inferno, ma, beh, in questi giorni sarebbe una simpatica divagazione.
Perché la mia vita non può essere un lungo fiume tranquillo, con le sue onde e i suoi gorghi, magari anche le sue rapide e le sue cascate, ma che si susseguono regolari, con il giusto preavviso, con la mappa in mano e il canotto gonfio? Perché anche una bella gita, un po’ di rafting, ci sta, è divertente, è meglio del catasto, ma si paga il biglietto, si prenota e si fa, punto. Non è che ti capita da un giorno all’altro, mentre stai facendo la coda in tangenziale.
Tutto questo perché ritengo profondamente ingiusto, persino irritante, il fatto che non più di un mese fa considerassi come un’alternativa concreta il fatto di buttarmi sotto un treno, mentre oggi galleggio estatico su una bolla di entusiasmo, spinto da venti che mi sparano in tutte le direzioni senza senso, senza spiegazione e senza sosta. E’ ingiusto e persino irritante, sopra ogni cosa, il fatto che io non riesca a rendermi conto di quanto sottili siano le pareti di questa bolla, e anzi, ci salti e mi ci rotoli sopra, incurante del fatto che da un momento all’altro potrebbe scoppiare, e lasciarmi di nuovo per terra vicino a qualche passaggio a livello.
Ma per il momento, vi prego, lasciatemi qui, che c’è un bel sole e si sta bene. Il molo l’ho già rinforzato, e il guardiano del faro di queste onde ne ha già viste molte, e sa cosa fare.
4 Giugno 2008, Mercoledì alle 14:03
>mentre oggi galleggio estatico su una bolla di entusiasmo
In realtà, è ancora la nuvola di gas che ti accompagna da quando sei venuto a Bellaria in poi. A volte i mal di pancia sono benefici.