Sapevo che prima o poi sarebbe successo. Sapevo che prima o poi mi sarei trovato davanti ad una scelta, una di quelle grosse, importanti, una di quelle per le quali le notti non sono mai abbastanza lunghe e i giorni mai abbastanza tranquilli. Sapevo che mi sarei ritrovato qui, mani nelle mani, a pensare a come, quando e perché. E sapevo che avrei pensato a te.
A te che se ti avessi fatto una domanda come questa me ne avresti restituite otto, perché sicuramente non sto tenendo conto delle venti, trenta cose a cui tu avresti pensato subito, e che io nemmeno sto considerando. A te che saresti andato a toccare elementi che io nemmeno immagino, che mi avresti tirato fuori cifre, progetti, strategie, modelli con i quali valutare e scegliere, che avresti cercato e, maledizione, saresti riuscito a rendere oggettivo, cristallino, lampante ciò che è per me è soggettivo, emotivo e tremendamente confuso, come facevi tutte le volte. Avresti trovato una mezzora per rispondermi al telefono, chiedermi come stavo, chiacchierare di qualche stupidata per poi prendere il problema alla gola, farlo a fettine, smontarlo e rimontarlo come solo tu eri capace di fare, finché la risposta non sarebbe diventata talmente brillante da doversi coprire gli occhi.
Però tu non ci sei. E su quel pezzo di marmo grigio non ci hai messo nemmeno una foto, da poter guardare in faccia quando ti parlo. Non cambierebbe di molto la sostanza, certo, ma il tuo sorriso, forse, aiuterebbe un po’. Perché tutti, in questi giorni, si danno da fare per darmi consigli, per dirmi cosa fare, portano esempi, esperienze, e mi danno una gran mano, davvero. Ma in venti, trenta, e quanti sono, non riescono a darmi nemmeno un briciolo di quello che mi davi tu, ogni volta che aprivi bocca.
E ora lo so che ti stai incazzando, che ovunque sei avresti voglia di venire qui e urlarmi addosso di finirla, di prendere una volta tanto le cose sul serio, invece di perdere ancora tempo a scrivere stronzate. E lo farò, fidati, troverò il coraggio di prendere una decisione, cercando ancora una volta di essere almeno un pezzettino come te. Per dimostrarti che sono cresciuto. Per dimostrarti che ora puoi fidarti di me. Ovunque sei.




